(Last Updated On: 1 giugno 2018)

Mente e Sport: alcuni suggerimenti per creare un rituale pre-gara

La stagione è iniziata!!!

Dopo freddi mesi di dura preparazione  eccoci qua alle prime gare. E’ questo un periodo in cui ci accompagnano emozioni di impaziente attesa per ciò che durante gli allenamenti invernali abbiamo potuto solo desiderare.

Ci sono mancate sensazioni care: incontrare o rivedere gente con la nostra stessa passione, respirare l’aria frizzante delle fasi concitate di una gara, l’adrenalina che regala sempre qualche watt in più e la possibilità di alzare le braccia al cielo.

Attivazione, euforia ed energie da incanalare

E’ un momento dell’ anno in cui, complice lo scarico del programma fisico che ci regala più tempo, diventa fondamentale incanalare le energie mentali nei nostri obiettivi agonistici.

L’impazienza di mettersi alla prova può portarci ad un livello troppo alto di attivazione o all’estremo contrario.

Spesso il livello di attivazione è troppo alto in chi è neofita o chi si aspetta grandi risultati e miglioramenti, mentre si abbassa per chi ha già esperienza di più stagioni o ha avuto qualche intoppo nella preparazione.

In entrambi i casi ci distrae dal focalizzare l’attenzione sul giorno della gara, dal prepararci mentalmente immaginando ogni singolo dettaglio.

Per non incorrere in questa distrazione diventano fondamentali i momenti rituali come la pulizia della bicicletta o la preparazione della borsa e dei materiali, perché ci accompagnano nella fase di concentrazione.

Mantenere focus e concentrazione: il rituale pre-gara

Valentino Rossi parla alle sue moto, il torero segue un lungo rituale di vestizione con tanti orpelli all’apparenza inutili per la performance, ma che lo aiutano a calarsi nell’arena.

Tutto ciò è una ripetizione di gesti sempre uguale che si fa il giorno prima o la mattina stessa della gara. E’ un rito di preparazione per affondare la mente nel silenzio della concentrazione.

La sequenza, il momento e la durata sono cose soggettive e spesso facciamo cose anche sbagliate oppure più o meno semplici.

Il tutto è un processo inconsapevole con lo scopo di favorire la concentrazione.

L’esperto suggerisce…

Paolo, Mental Coach del team Ars Movendi dice: “Il rituale dovrebbe essere qualcosa di personale, composto da segnali interni (come parole o frasi da ripetere) e segnali esterni (come un gesto legato alla performance da compiere)”.

“Può essere usato in qualsiasi momento, breve e semplice, il suo scopo è di inviare al cervello informazioni per creare una reazione specifica e va allenato quotidianamente”.

“Il fine è quello di concentrarsi sulla performance migliorando alcune dinamiche mentali come la concentrazione e la  riduzione dell’ansia“.

Queste capacità possono essere innate oppure apprese e comunque migliorate da soli o con l’aiuto di una guida, un professionista del settore.

Parlando di rituali, ne sanno qualcosa sicuramente anche gli All Blacks, squadra nazionale Neozelandese di Rugby, famosa per le sue “Haka” Maori intimidatorie.

In conclusione

Nella pratica sportiva è molto importante il riconoscimento e la costruzione di un rituale pre-gara. Il giorno della gara sarà unico e tutto ciò che vivremo in quel momento sarà anche un po’ magico, approcciamolo al meglio!

Buoni allenamenti e buone gare!

-Lo staff-

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