corretta regolazione bicicletta

Posizionarsi correttamente in sella alla propria bicicletta deve avvenire attraverso un’attenta analisi biodinamica che permette di trovare un punto di equilibrio tra l’efficienza meccanica, la salute del ciclista e l’ottimizzazione della performance.

Se ci si dovesse focalizzare solamente su uno di questi aspetti trascurando gli altri creeremo uno squilibrio, ad esempio se valutassimo solo l’espressione di potenza potremmo sviluppare posture strane che potrebbero sfociare in problemi fisici o infortuni.

Analizziamo quindi le variabili fondamentali per capirle meglio:

– RESA e PERFORMANCE: l’espressione di potenza indica la capacità del ciclista di erogare lavoro muscolare in un arco determinato di tempo, riversandolo sui pedali e permettendo al mezzo di avanzare;

– EFFICIENZA MECCANICA: la pedalata è un gesto ciclico a catena cinematica chiusa in cui tutti i componenti costituenti la trasmissione della bicicletta lavorano al loro massimo potenziale con minime dispersioni di energia. Questo vuole la teoria ed è raggiungibile solamente regolando al meglio la bicicletta stessa, in modo che la muscolatura del ciclista coinvolta nell’esecuzione del gesto si muova nel modo migliore possibile, prevenendo l’affaticamento muscolare e mantenendo una resa costante e stabile nel tempo;

– SALUTE e INTEGRITA’ FISICA: il lavoro fatto dal ciclista quando pedala, atto ad erogare massima potenza ed efficienza, deve avvenire in modo da salvaguardare l’integrità fisica dello stesso, a livello muscolare, articolare, tendineo e scheletrico. Deve quindi essere naturale e fluido, senza vincoli cinematici o forzature che possono sfociare in dolori, infiammazioni e infortuni;

Ben bilanciare questi tre fattori non è alquanto semplice e merita tempo e attenzione, partendo da una valutazione a monte!

Il primo fattore che influenza la valutazione è infatti il nostro corpo (e non la bicicletta come erroneamente molti pensano). Esso è il motore della pedalata e in biodinamica si considera come un insieme armonioso di muscoli, tendini, articolazioni che si muovono in simbiosi perfetta.

Bisogna perciò pensare quindi che i problemi posturali, le differenze di simmetria corporea e tutti i difetti fisici che il ciclista ha “a secco” si ripropongono anche in sella. Come può influenzare il corpo questo aspetto? Secondo questi aspetti:

– POSTURA: per postura si intende l’insieme di tutti gli adattamenti intrapresi dal nostro corpo per far fronte a condizionamenti fisici emotivi o energetici. Tali adattamenti saranno determinati dalla somma di tutto il vissuto della persona ed andranno inevitabilmente ad influenzare il suo modo di relazionarsi e posizionarsi con il mondo esterno. Oggigiorno particolare attenzione va posta anche sull’attività lavorativa. Sia chi passa la sua giornata ad una scrivania sia chi svolge mansioni più pesanti è soggetto a continui stress fisici che si manifestano attraverso adattamenti posturali. Questi col passare del tempo possono sfociare in problematiche muscolo-scheletriche. Si capisce come sia dunque fondamentale lavorare sulla postura al fine di ottimizzarla e riarmonizzare eventuali tensioni prima di intervenire sulla bici, in modo da non portare i difetti nella fase pedalata dove un maggiore carico di allenamento aumenterebbe il rischio di incorrere in problematiche;

– TRAUMI e INFORTUNI: un corretto percorso di recupero in seguito a tali episodi è essenziale poiché la loro gestione andrà ad influenzare la posizione in sella. Trascurare la fase di recupero aumenta notevolmente il rischio di re-infortunio o lo sviluppo di altre problematiche;

– SVILUPPO e CONTROLLO del CORE: il core è l’insieme dei muscoli addominali, lombari e pettorali, fondamentali per supportare bene l’ipertrofia dell’apparato muscolare delle gambe, il più sviluppato nel ciclista. Se il core non è a sua volta ben allenato e tonico rischiamo di incorrere in sovraccarichi e dolori (specie della zona lombare) ed inoltre non riusciremo a sprigionare totalmente la forza delle nostre gambe;

– FLESSIBILITA’: indica la capacità di allungarsi del muscolo durante lo sforzo ed è fondamentale poiché se sono rigido avrò minore escursione muscolare e faticherò di più a mantenere la corretta posizione sulla bicicletta, inficiando la resa aerodinamica del connubio uomo/macchina e incrementando il rischio di infortuni. Non si può quindi trascurare l’esecuzione di esercizi di stretching (o yoga) e posture mirate per migliorare e mantenere la flessibilità, destinata a diminuire con il tipo di allenamento proprio della bici.

Ultimo aspetto che ognuno di noi deve considerare per posizionarsi correttamente sono anche gli obiettivi. Se sono un cicloturista posso sacrificare un po’ l’espressione della potenza in nome del comfort mentre più alzo il livello di pratica più devo trovare la migliore alchimia tra tutti i vari aspetti.

Quindi prima di regolare la propria bicicletta, magari attraverso una visita specialistica, sarebbe buona regola rivolgersi ad un fisiatra o fisioterapista al fine di indagare il sistema tonico posturale ed individuare eventuali criticità che con l’aumentare del carico di lavoro potrebbero portare a sovraccarichi ed infortuni minando così tutto il programma di allenamento.

– Lo Staff Ars Movendi –